Che cos’è la Fecondazione in Vitro

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La Fecondazione Assistita ad Alta Tecnologia

Nota con il termine di Fecondazione in Vitro, è costituita dalle tecniche di PMA più complesse o di II livello. La loro caratteristica fondamentale è data dal fatto che la fecondazione è extra-corporea, cioè l’incontro tra i gameti maschile e femminile avviene in vitro, ovvero in laboratorio.

Le principali indicazioni alla Fecondazione in Vitro sono:

  1. fattore tubarico
  2. endometriosi
  3. riduzione della riserva ovarica
  4. fattore maschile moderato o severo
  5. ripetuti fallimenti delle tecniche di I livello
  6. infertilità idiopatica (inspiegata)

Le procedure richiedono una terapia farmacologica per la stimolazione ovarica multipla, monitoraggi ecografici e ormonali per valutare la crescita e la maturazione follicolare. Raggiunta la maturazione follicolare, si procede al Pick-up ovocitario (prelievo degli ovociti) eseguito in anestesia locale in ambulatorio chirurgico. Nello stesso giorno viene trattato il liquido seminale del partner. In accordo con la Legge 40 del 2004, modificata con la Sentenza della Corte Costituzionale 151 del 2009, le tecniche di Fecondazione in Vitro non devono creare un numero di embrioni superiore a quello strettamente necessario per il trasferimento in utero, valutando caso per caso, probabilità di gravidanza e rischi per la salute della donna. La crioconservazione degli embrioni è consentita, ma limitata a casi selezionati. Le probabilità di successo dipendono dall’età della donna, dalla sua risposta ovarica, dalla qualità del liquido seminale e dal numero di tentativi precedenti di fecondazione in Vitro.

Fonte: Centro Sterilità di Perugia www.centrosterilita.it

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