Concepimento, il miracolo della vita

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Concepimento, il miracolo della vita

Durante il rapporto sessuale, l’uomo produce una media di 400 milioni di spermatozoi che dovranno compiere un lungo e faticoso viaggio prima di arrivare a destinazione.

Lo spermatozoo è suddiviso in tre parti: la testa, dove è contenuto il DNA; il collo dove ci sono i mitocondri, che producono l’energia necessaria per farli muovere; la coda, che muovendosi gli dà la spinta per farlo spostare. Uno spermatozoo nuota coprendo una distanza di 2-3 mm al minuto. Considerando che il percorso è di circa 100-150 mm, dal collo dell’utero fino all’ovulo, si capisce che di strada da fare ce n’è parecchia. La distanza è circa 2000 volte la sua lunghezza.

Fortunatamente il liquido seminale contiene sostanze che aiutano la risalita degli spermatozoi: le prostaglandine, che hanno il compito di far contrarre il collo dell’utero e l’utero stesso in modo tale che lo sperma venga “risucchiato” e depositato in vagina; alcuni enzimi, che sciolgono il liquido seminale dopo mezz’ora che questo è stato eiaculato. In questo modo gli spermatozoi possono sopravvivere all’ambiente ostile della vagina.

Quando si trovano nel collo uterino, possono sopravvivere anche fino a tre giorni, ma solo durante il periodo fertile della donna. In tale fase infatti, viene secreto del muco, tipico dell’ovulazione, che crea l’ ambiente ideale per la sopravvivenza degli spermatozoi. All’interno dell’utero esistono numerose cavità dove possono rifugiarsi nell’attesa della corsa finale verso la meta.

Una volta attraversato l’utero, gli spermatozoi devono dirigersi verso le tube. Questo è un percorso pericoloso perchè molti di essi verrano bloccati, in modo tale che solo in pochi arrivino all’ovulo.  Dei 400 milioni di spermatozoi, meno della metà arriverà a destinazione: la maggioranza viene eliminata in vagina, alcuni non ce la fanno all’interno dell’utero, altri ancora non sopravvivono al passaggio tra utero e tube.

Lo spermatozoo prescelto incontrerà l’ovulo a livello dell’ampolla tubarica, vicino all’ ovaia. Nella testa dello spermatozoo c’è l’acrosoma, una specie di contenitore ricco di enzimi che hanno la capacità di unire la membrana cellulare dello spermatozoo con quella dell’ovulo. Questa unione, definita reazione acrosomiale, può avvenire solo in presenza della zona pellucida, uno strato protettivo dell’ovulo ricco di proteine, e in particolare a livello di una glicoproteina chiamata ZP3, che oltre a innescare la reazione di fusione agisce anche da àncora per lo spermatozoo.

In quel momento lo spermatozoo si lega alla glicoproteina ZP3 e inizia la fusione tra i rivestimenti cellulari. I due gameti si uniscono indissolubilmente e l’ovulo si attiva. Per prima cosa secerne delle sostanze che modificano la zona pellucida e le proteine ZP3 vengono inattivate per evitare che altri spermatozoi entrino all’interno  dell’ovulo. A questo punto l’ovulo completa la sua maturazione così da fondere il suo DNA con quello maschile. Una volta che i due DNA si sono uniti si forma la prima cellula dell’embrione chiamata zigote.

Guarda il video: Il miracolo della vita

 

 

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