Diagnosi di sterilità femminile

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Diagnosi di sterilità femminile. Nella ricerca delle suddette cause, la donna deve essere sottoposta, prima di procedere ad una fase terapeutica, ad un’attenta valutazione. In tal modo, lo specialista può avere un quadro preciso della paziente da un punto di vista ormonale, ovulatorio ed anatomico.

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Screening micro-biologico genio-urinario

  1. Miceti (ad. Esempio Candida Albicans) che alterando il PH ed il normale ambiente vaginale riduce la sopravvivenza degli spermatozoi e ne ostacola la progressione verso le tube.
  2.  Microplasmi (ed esempio Ureaplasma U.) che legandosi al flagello degli spermatozoi ne riduce la motilità.
  3. Chlamydia T Responsabile di malattia infiammatoria pelvica e di salpingiti che possono esitare in occlusioni tubariche, formazione di aderenze, la cui presenza può alterare i normali rapporti tubo-ovarici.

Inoltre, sono di facile riscontro: E. Coli, Strept. Agalactiae, Enterococco F., etc.

Una corretta diagnosi microbiologica è anche la condizione fondamentale per poter eseguire gli esami che si basano sull’introduzione in utero di liquidi, come l’Isteroscopia  e l’Isterosonografia.

Diagnosi di sterilità femminile 2

Isterosonografia, Isteroscopia e Laparoscopia

ISTEROSONOGRAFIA

E’ un’indagine strumentale che prevede l’iniezione in utero di un mezzo di contrasto liquido ( soluzione fisiologica sterile), la cui progressione nelle tube può essere seguita mediante esame ecografico. In tal modo, è possibile valutare la pervietà e la morfologia tubarica, nonché ricercare eventuali malformazioni o patologie uterine.

ISTEROSCOPIA

Esame basato sulla visualizzazione diretta della cavità uterina mediante l’introduzione di un’ottica collegata ad una telecamera. Permette la diagnosi di patologie malformative congenite della cavità uterina o l’eventuale presenza di neoformazioni.

LAPAROSCOPIA

Consiste nell’introdurre, in anestesia generale, un endoscopio nella cavità addominale attraverso una piccola incisione praticata in prossimità dell’ombelico. Si insuffla poi anidride carbonica in modo da distendere la cavità addominale e separare i vari organi in essa contenuti. La laparoscopia consente la visione diretta delle ovaie, delle tube e della superficie esterna dell’utero. Pertanto, è possibile individuare eventuali cisti ovariche, aderenze e foci di endometriosi. Inoltre, con la laparoscopia è possibile valutare lo spandimento in cavità addominale di un colorante iniettato dall’esterno mediante un isteroiniettore (salpingocromoscopia) e, quindi, verificare la pervietà tubarica.

MAPPA CROMOSOMICA

Particolarmente indicata nel caso di poliabortività al fine di individuare traslocazioni Robertsoniane o in ogni modo nel caso di programmi di fecondazione in vitro.

Fonte: Centro Sterilità di Perugia www.centrosterilita.it

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